FONTE CALCIOMERCATO.COM
Ha lasciato il Cagliari perchè chiuso da quel Robert Acquafresca che tanto bene sta facendo nelle ultime due stagioni a Cagliari. Joaquin Larrivey, attaccante argentino ora in prestito al Velez Sarsfield sta dimostrando il suo valore nella Primera division argentina (2 reti in quattro partite) con la speranza di poter tornare a giugno in Italia e ritagliarsi un ruolo da protagonista. Il suo soprannome 'Bati' è una garanzia se si pensa il segno che ha lasciato il connazionale Batistuta nei cuori dei tifosi fiorentini e della Roma.
A calaciomercato.com la punta argentina parla della sua nuova esperienza e delle sue ambizioni future.
Come questa nuova esperienza in Argentina?
Fino ad ora è stata veramente buona, sono molto contento perchè non avevo mai giocato in prima divisione e sto scoprendo una nuova esperienza che a livello personale e calcistico mi sta dando molto
Hai avuto problemi ad abituarti nuovamente al calcio argentino?
No, sono partito con il piede giusto segnando alla prima partita e questo ti toglie un po di pressione. Ho segnato due gol in quattro partite e sto riuscendo ad offrire un rednimento regolare. Non ho avuto grossi problemi di adattamento perchè per un attaccante il calcio italiano è molto duro e difficile percè le difese sono chiuse e molto organizzate.
Pensi sia un passo indietro tronare in Sudamerica?
No, non credo perchè qui non avevo mai giocato in Primera division e ora sono in un club super organizzato come il Velez. Volevo un club dove stare tranquillo e giocare a calcio e credo di essere in una società molto serie e che qualisasi giocatore argentino vorrebbe giocare qui. Ovviamente il calcio italiano è molto più blasonato a livello mondiale ma il mio non è un passo indietro.
Dispiace lascaire l’Italia anche se solo per sei mesi?
No, perchè non giocavo ed io ho bisogno di giocare per dimostrare le mie capacità.
Vorresti restare di più in Argentina o prefersci tornare subito al Cagliari?
Sto molto bene qui, ma è una questione di cui parleremo a fine campionato.
Quali differenze col calcio italiano?
Qui credo si dia maggior importanza alla qualità individuale del giocatore che è più libero tatticamente, in Italia invece il gioco è più organizzato e al giocatore vengono impartite direttive più precise che i tecnici pretendono. Per questo qui le partite sono più aperte. Il fattore dell’organizzazione di determina maggior incertezza e qualunque squadra può vincere con qualsiasi altra e questo è bello per un calciatore. Quando inizia il campionato qualsiasi squadra può vincere mentre in Italia è più difficile.
Come mai non sei riuscito a giocare a Cagliari?
Avevo cominciato bene segnando un gol, poi mi hanno annullato di gol validi e sono stato un po’ sfortunato. Con un po’ di fortuna lòe cose sarebbero potute andare diversamente. In più la concorrenza era importante perchè Acquafresca ha segnato un sacco di gol ed io sapevo che era davanti a me e che avrei dovuto lottare. Poi l’infortunio e Acquafresca che continuava a segnare. A quel punto è difficile dimostrare giocando solo gli ultimi 10 minuti di partita.
La tua relazione con Allegri com’è?
E’ buona, abbiamo sempre parlato, acnhe quando le cose non andavano bene. Lo non voleva che me andassi perchè voleva che lottassi per il posto ma a me sembrava troppo difficile passare avanti a Robert. Quindi ho avuto questa possibilità e sono contento anche se a cagliari ho avuto buoni rapporti con tutto l’ambiente
Qual’è la virtù del Cagliari che tanto bene sta facendo?Tutti si conoscono bene perchè molti giocatori facevano parte della rosa anche lo scorso anno. All’ininzio del campionato ho detto ai miei compagni che ci saremmo salvati con largo anticipo.
Può arrivare l’Europa?
Credo che il Cagliari potrà lottare fino alla fine, non ho dubbi perchè è una squadra ambiziosa e quando ci si abitua a vicnere è difficile smettere.
Acquafresca andrà all’Inter la prossima stagione, credi poter diventare protagonista?
Non so, se tornerò a giugno o più avanti cercherò di dimostrare quello che valgo ma per ora non ci penso, penso solo al Velez e a fare bene.
Cosa ti ha sorpreso dell’Italia?
Molte cose. Io venivo da un piccolo club come l’Huracan e per me arrivare in Italia era un sogno. Poi i centri sportivi del club e le strutture incredibili. Poi mi hanno sorpreso i compagni di squadra. Sono stato accolto veramente bene sul piano umano fin dall’inizio.
Chi è il miglior attaccante in Italia?
Mi piace Ibrahimovic anche se non ha nulla a che vedere con le mie caratteresitiche. Anche Crespo mi piace e Vucinic.
La miglior squadra?
Penso che il Milan abbia grandi giocatori ma non ha un collettivo mentre l’Inter ha una base che gli permette di vincere il campionato. Per questo fanno la differenza.
Ti ha sorpreso che tutte le italiane siano uscite dalla Champions?
No, perchè penso che le sqaudre inglesi siano le più forti del mondo in questo momento. Manchester era favrito con l’Inter mentre la Roma è stata sfortunata con l’Arsenal mentre il Chelsea ha un potere d’acquisto che nessun club italiano ha. Non a caso anche lo scorso anno 3 squadre inglesi sono arrivate in semifinale. Credo che anche quest’anno succederà la stesa cosa, con il Barcellona a dare battaglia.
Ti piace il soprannome ‘Bati’
E’ un orgoglio essere chiamati così anche se poi rischi di esaltarti. Ma io credo che sia solo per l’aspetto fisico e nulla più. Il ruolo è lo stesso ma Batistuta è un giocatore di grande classe ed io non ho nè la sua potenza nè le sue doti di finalizzazione. Ho altre caratteristiche.
Hai qualche aneddoto che riguarda questo soprannome?
Qui no perchè tutti mi chiamano Bati. In Italia una volta contro la Juventus, Chiellini mi ha datto una ‘scarpata’ e poi mi ha detto ‘Tutto a posto Bati?’ e questo mi ha sorpreso.

